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Te filosofico: riprendiamo!

Travelogue: tè filosofico del 28 novembre 2010

Si conclude domani, neve permettendo, la riflessione sui viaggi. Non la settimana scorsa come erroneamente avevo annunciato.
Quattro parole.
Due per darvi un’eco di domenica scorsa. Due per annunciarvi l’incontro di domani.
La settimana scorsa ho ripreso la frase conclusiva della settimana precedente. Una frase di Herringel (lo zen e il tiro con l’arco).
“L’essenziale accade quando non si pensa”.
Ho chiesto a tutti e chiedo anche a voi: ma se questo è vero perché la filosofia, perché i convegni, aperitivi, caffè e te’ filosofici? Perché studiare o cercare di conferire disciplina al pensiero? Continua a leggere

Pensare con tutto il corpo (Te’ filosofico del 14 novembre 2010)

Più procediamo nella nostra esperienza nei te’ filosofici alla sala da te’, più mi ritorna in mente la prima volta che in quella sala sono entrato.
Fu in occasione di un seminario di Augusto Sabbadini (persona preziosa, spero di riuscire a coinvolgerlo nei nostri incontri). Una piccola introduzione all’IKing di cui Sabbadini è un profondo conoscitore.
Mi tornano in mente queste cose perché ho l’impressione che l’esperienza che stiamo facendo si tessa secondo leggi tutte sue.
Non certo le leggi della logica e della programmazione a tavolino.
Emergono nessi sincronici che mi evocano appunto più l’ IKing che non una comune programmazione culturale. Continua a leggere

Il Linguaggio come Casa dell’Essere: te’ filosofico del 24 ott. 2010

Queste poche righe per invitarvi al te’ filosofico di domani mattina.
I nanetti calzolai di cui parlavo la settimana scorsa han lavorato.
Sono riuscito a intervenire e non ho potuto riscontrare altro che questa buona notizia.

Ci sono persone che tornano volentieri e che han voglia di incontrarsi e di parlare in modo semplice, vissuto e vivente degli spunti offerti. Spunti non sempre riconducibili ad una immediatezza, riflessioni spesso di notevole complessità. Continua a leggere

I nanetti calzolai. Per il Te’ filosofico del 17 ott. 2010

Con queste poche parole vorrei invitarvi al te’ filosofico di domenica prossima.
Da due settimane ci manco.
Una prima volta per turno di riposo, la seconda per malattia. Di questa mi dispiace particolarmente.
Domenica scorsa è partito il secondo segmento del nostro percorso di navigazione.
Quello che ci porta a chiederci cosa significhi abitare.
Abitare un casa, una città, un pianeta.
Per un verso ciascuno viene qui a Cargo per perfezionare il proprio abitare, la propria abitazione, per altro verso la domanda “che cosa significhi abitare” potrebbe trovarci imreparati.
Forse non abbiamo nemmeno intenzione di porcele.
Non è che se non ce lo chiediamo non continuiamo a “costruire la nostra casa” interiormente o esteriormente.
Ciò che è umano ha questa ambiguità fondamentale.
Possiamo fare un passo filosofico è chiederci perché, cos’è, come? Continua a leggere

Il tema dell’ABITARE al Te’ Filosofico di domenica 10 ottobre

Cari amici,
il circolo virtuoso indicato le settimane scorse in precedenti posts prosegue e sembra consolidarsi negli appuntamenti del Te’ Filosofico la domenica mattina alle 11 alla Maison du Mekong presso Cargo a Milano.
Domenica scorsa non ero presente e non posso darvi testimonianza.
Spenderei invece volentieri qualche parola per invitarvi alla presentazione di un libro del prof. Silvano Petrosino edito da Jaka Book di cui trovate una scheda qui. Continua a leggere

Sostenere simultaneamente due idee contrapposte senza perdere la capacità di funzionare (Te’ filosofico del 26-09-10)

“Il banco di prova di una intelligenza superiore è la capacità di sostenere simultaneamente due idee contrapposte senza perdere la capacità di funzionare”.

Questa frase è di Francis Scott Fitzgerald e la trovate ne “Il crollo” (ed. Adelphi).

Domenica scorsa , dopo l’inaugurazione e la presentazione delle regole del gioco, il gioco è cominciato.

Idee contrapposte sono state sostenute simultaneamente e ciascuno è diventato per un attimo dubbioso di quelle che riteneva le proprie. Non le riconosceva più, oppure avrebbe preferito cambiarle.
Tutto questo semplicemente ascoltando gli altri.
Te’ filosofico in azione. Circolo virtuoso. Idee contrapposte. Metamorfosi. Ascolto e comprensione. Fluire delle opinioni. Dubbio sulle proprie. Voglia di pensare. Voglia di ritornare.
E non è questo l’esercizio della filosofia? Continua a leggere