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Quando la signora Pazienza impastava la pizza.

Impastare la pizzaLa signora Pazienza inpastava la pizza. In via Savona 10 a Milano. Poteva essere il 1955. Siete liberi di controllare.

Il multietnico a Milano ha lontane radici. La prima etnia a comporre il multietnico é stata quella dei terroni. Mio padre lo era. Emigrato a trent’anni. Una fidanzata a Milano.

La volta che la signorina, mia mamma, si era ammalata. Ventenne, finalmente era andata al paese dei genitori. Emigrati una generazione prima in Alzaia Naviglio Grande. Vicino al mitico vicolo delle lavandaie. Quelle me le ricordo davvero, in riva al naviglio. E dire che mia madre si vergognava di dire che era nata lì. Vertigine del tempo! (per me suona come una imprecazione!) Continua a leggere

Nel solstizio d’inverno 2010

Cari amici, siamo al solstizio di inverno e tra pochi giorni la Cristianità festeggierà il Natale di Gesù di Nazaret.

Sono da sempre lettore appassionato della Scrittura. In particolare dei Vangeli. Eh si, se Scrittura è, occorre leggerla, altrimenti potremmo concluderne che non è Scrittura oppure che non è leggibile. Altro che sacra! Che sia o che sia diventata illeggibile. Per mille ragioni. Tutte verosimili. Sono, a mio vedere, tutte conclusioni possibili. Legittime.

Nessuna di queste tuttavia potrebbe distogliermi da un’altra lettura. La lettura del Mondo nello sguardo dell’altro. E quindi nessuna di queste opinioni e credenze, mie o degli altri, hanno mai condizionato la mia disponibilità all’incontro umano.

Chi festeggia il Natale Cristiano deve essere in grado di trovare il Cristo nell’incontro con ogni altro Uomo. Continua a leggere

Lustrar le piastrelle: la guarigione da un incubo grazie agli esercizi filosofici.

Ho frequentato un memorabile ritiro di pratiche filosofiche in un inquietante convento.

Uno di quei conventi del giorno d’oggi. Freddi come il marmo lucidato. Puliti. Inossidabili.

Poi tutto è filato bene. Lo choc è stato all’inizio. Il pavimento.

Si, quel pavimento mi faceva paura. Tirato a lustro in un modo che nemmeno dopo averci camminato sopra per 3 giorni di pioggia cinquanta persone è riuscito a sporcarsi.

E’ il pavimento che all’inizio ha mosso in me ricordi  inquietanti. Continua a leggere

Elogio della contraddizione

Forse c’entra Aristotole. La sua Logica ed il principio di non-contraddizione.
Forse c’entra il fatto che, consapevoli o inconsapevoli, professiamo tutti una scelta filosofica di cui non siamo coscienti. L’abbiamo bevuta con il latte materno e lo studio della filosofia spesso serve solo a prenderne coscienza e a purificarcene.

Sarà che in fondo portiamo nella psicologia, nel considerare la nostra anima, pezzi di fisica, di meccanica, di idraulica o in questo caso di logica, assolutamente fuori luogo e contesto.

E’ nota la brillante osservazione di Gregory Bateson che sbotta: ‘Ma questa metapsicologia freudiana… è costruita proprio come una pompa idraulica! Con quegli ingorghi di pulsioni.’ La psicanalisi come sturalavandino! (L’ultima immagine è colorita da me).

Non eravamo ancora pronti a raffigurarci la vita dell’anima.

Fino alla fine dell’800 la psicologia era una parte della filosofia.
Come la fisica ai tempi di Aristotele.

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Occhiali

Due pensieri mi accompagnano ogni giorno nella relazione con questo oggetto prezioso.

Dall’età di quarantadue anni circa, non sarei in grado di leggere senza farne uso.
Il mio oculista disse subito che era buon segno.
Coloro che dopo i quarant’anni non sappiano che cos’è la presbiopia non erano, a suo, avviso, persone dalle sviluppo “normale”.
Non che io creda ci sia più nulla di “normale”al mondo… Mi sono però figurato che lo sviluppo dell’essere umano comporti il lasciar cadere, l’indebolimento di questa funzione.
C’è forse una logica nel fatto che il mattino indossiamo prima la camicia e poi la giacca e il cappotto e quando ci spogliamo seguiamo ovviamente il senso inverso.
Così le facoltà di cui ci si ammanta. Di cui ci si veste e ci si spoglia.
Né la nascita né la morte avvengono in un unico momento. Sono processi progressivi. Continua a leggere

L’uomo dal ciuffo d’argento

Sembra che davvero piova. Che io abbia un po’ di febbricola. Ma non è una buona ragione per non scendere. Due giorni di riguardo. Ora posso scendere a bere un caffè col mio amico.
Lui poi rienta da solo. I figli lo attendono a casa. Rientro ma indugio al tavolo e al banco.
In fianco a me un uomo, presumibilmente della mia età. Mi confesserà poi esser del ’50 come me. E’ una faccia simpatica. Malinconica, ma ti vien voglia di averlo come amico.

La faccia di uno che ha la tua età e che ha vissuto le stesse tue cose. Ma lui è più bello, soprattutto meglio conservato. Ha ancora il suo ciuffo grigio-bianco (che è anche più charmant). Continua a leggere

Sala Operatoria

Penso spesso a come le acquisizioni umane penetrino nella coscienza attraverso porte diverse, talvolta successive. Sembrano quasi orientate in un certo ordine.

Mi hanno sempre colpito un paio di esempi. La prescrizione di lavarsi le mani prima di mangiare appare nel Talmud come regola di disciplina purificatoria in ambito religioso. Occorrerà arrivare a Pasteur per scoprire un fondamento “scientifico” a questa procedura. Nei Veda troviamo tra l’altro la ricetta del riso condito col burro. L’idea dell’atomo, come noto, appare nelle più antiche scritture indo-ariane. Ne hanno parlato i Rishi nei Veda, è stata oggetto di speculazione filosofica e poetica presso i greci ed approda a modello tuttora impiegato nella fisica e chimica moderne.

Entrando nei mesi scorsi in una sala operatoria ho avuto l’impressione di attraversare qualcosa che già avevo conosciuto in qualche altra forma. L’igiene, accennavo, appare come lavacro animico spirituale nella vita religiosa e come igiene nella prassi medica. Continua a leggere