Archivi categoria: Intelligenza del cuore

DISCEPOLI E MAESTRI

Negli anni in cui ho insegnato al liceo “Rudolf Steiner” di Milano, ho provato a presentare ai miei allievi l’immagine di quelli che consideravo i creatori dell’orizzonte a cui stessero per affacciarsi. Ho sviluppato allora diverse presentazioni e conversazioni per portarli ad incontrare personaggi come Freud, Marx, Nietsche, Wittgenstein, Proust, Rilke, Pasternak. Opere e biografie emblematiche. Istanze che definiscono la fisionomia del secolo.

Mi resi conto ben presto che nessuno di costoro era facilmente indicabile come un individuo particolarmente “presentabile in società” o “normalizzabile”. Grandezze irriducibili alla comune misura. Follie debordanti. Dolori incontenibili. Esplosioni di malattia. Continua a leggere

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Artrosi cervicale & amor cortese

Chi scrive non ha mai vissuto una “storia estiva”. D’estate è solo il sole che lavora sui corpi. A lui i corpi si offrono con fiducia. Ne viene fecondato il seme della bellezza. D’estate non si tocca la carne. Non tradire la confidenza. Che solo il sole possa sfiorarne la pelle. La maturità dei “frutti della passione” arriva con la maturazione dei frutti più dolci. I fichi e l’uva. Sono nato in autunno e son quelli i frutti che amo di più. Lì, ogni anno, si rinnova il mistero della mia nascita. Attraverso per la cinquantanovesima volta l’estate. Si può andare e venire, dovunque e con chicchessia. Ho sempre trovato l’estate come un deserto da attraversare. Cerco di farlo con diligenza perché so che lì si forgia il carattere. In quelle fornaci. Tutte le grandi guerre del passato son state combattute nel segno del Leone. Attraversando quelle forche caudine si perviene al “gran premio”. Continua a leggere

L’Angelo di San pietroburgo

Questa nota costituisce non la continuazione, ma l’antecedente di quella già pubblicata col titolo “Sala operatoria”. Mi è necessario partire da un ulteriore antecedente senza del quale la narrazione di oggi non avrebbe la prospettiva dovuta. Da bambino e ragazzo sono stato rimproverato di “avere un cuore di pietra”. Mi sono sentito colpevole di non avere pianto davanti al primo film a cui assistetti in vita mia: “Bambi”. Ma che dire… era la prima volta… forse guardavo la sala, i giochi di luce. E’ vero che il cinema, in fondo alla caverna, l’ha inventato Platone, ma come tecnologia è abbastanza recente. A pochi anni, nei primi anni ’50, forse non ero ancora pronto. Pochi anni più tardi non ho pianto, quando mio padre è stato in punto di morte! Però sono indelebili i ricordi e le frasi, gli scrollamenti di capo dei medici che andavano e venivano da casa nella notte di un 14 luglio. I ricordi abitano pur sempre in quella che Dante definisce “la camera segreta del mio cuore”. La camera oscura, direi io. Continua a leggere

Scarpe

La via che conduce al Paradiso la immagino bordeggiata a ritroso da tutte le scarpe che ho usato e smesso nella mia vita. Un po’ come i sassi di Pollicino. La prima considerazione, non proprio ovvia, che nasce da questa premessa è per me una certezza: in Paradiso si va a piedi. Ma la via è lunga e le scarpe abbandonate, i segnapista del sentiero celeste, non si trovano proprio ad ogni metro. A volte bisogna camminare un po’ tra una scarpa e un’altra, prima di sapere se si è fuori strada. Si sbaglia anche strada. Ma, come lo si capisce? Continua a leggere