Archivi categoria: Filosofia

Minimi sistemi

Il Linguaggio come Casa dell’Essere: te’ filosofico del 24 ott. 2010

Queste poche righe per invitarvi al te’ filosofico di domani mattina.
I nanetti calzolai di cui parlavo la settimana scorsa han lavorato.
Sono riuscito a intervenire e non ho potuto riscontrare altro che questa buona notizia.

Ci sono persone che tornano volentieri e che han voglia di incontrarsi e di parlare in modo semplice, vissuto e vivente degli spunti offerti. Spunti non sempre riconducibili ad una immediatezza, riflessioni spesso di notevole complessità. Continua a leggere

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Elogio della contraddizione

Forse c’entra Aristotole. La sua Logica ed il principio di non-contraddizione.
Forse c’entra il fatto che, consapevoli o inconsapevoli, professiamo tutti una scelta filosofica di cui non siamo coscienti. L’abbiamo bevuta con il latte materno e lo studio della filosofia spesso serve solo a prenderne coscienza e a purificarcene.

Sarà che in fondo portiamo nella psicologia, nel considerare la nostra anima, pezzi di fisica, di meccanica, di idraulica o in questo caso di logica, assolutamente fuori luogo e contesto.

E’ nota la brillante osservazione di Gregory Bateson che sbotta: ‘Ma questa metapsicologia freudiana… è costruita proprio come una pompa idraulica! Con quegli ingorghi di pulsioni.’ La psicanalisi come sturalavandino! (L’ultima immagine è colorita da me).

Non eravamo ancora pronti a raffigurarci la vita dell’anima.

Fino alla fine dell’800 la psicologia era una parte della filosofia.
Come la fisica ai tempi di Aristotele.

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UNA RIFORMA SOCIOLOGICA

E’ ora che scriva una storia che alberga nella mia mente da almeno 30 trent’anni.
Solo dopo averla raccontata, nel primo poscritto, dirò come, quando, come e in che occasione è stata concepita.
Si tratta di una pagina di fanta-sociologia o, più propriamente di fanta-atropologia. Sicuramente di fantascienza.
Mi piacerebbe potesse essere espressa nel linguaggio dell’amatissimo Marcel Mauss. Una cosa alla Claude Levi-Strauss. Perdonate, ovviamente se non ne sarò all’altezza.
Lo scivolamento, inevitabile mentre scrivo, verso l’espressione di una utopia è sicuramente roba mia e la dedico con un po’ di stizza a coloro che in queste ore pregustano (che gusti barbari!) elezioni anticipate e una nuova mefitica campagna elettorale in Italia. Una scontata ennesima sconfitta della sinistra.
Dio ce ne scampi. Chi vuole prenda rifugio qui! Continua a leggere

Scarpe

La via che conduce al Paradiso la immagino bordeggiata a ritroso da tutte le scarpe che ho usato e smesso nella mia vita. Un po’ come i sassi di Pollicino. La prima considerazione, non proprio ovvia, che nasce da questa premessa è per me una certezza: in Paradiso si va a piedi. Ma la via è lunga e le scarpe abbandonate, i segnapista del sentiero celeste, non si trovano proprio ad ogni metro. A volte bisogna camminare un po’ tra una scarpa e un’altra, prima di sapere se si è fuori strada. Si sbaglia anche strada. Ma, come lo si capisce? Continua a leggere