Archivi categoria: Diario di bordo

Un italiano alla scuola di Palo Alto. Tè filosofico del 5 dicembre 2010

Il te’ filosofico di domenica 5 dicembre ha un paio di valenze particolarmente significative.

Per prima cosa è l’incontro con un personaggio che riteniamo particolarmente interessante. Personalmente lo considero un ospite d’onore. In seconda istanza segna l’inizio di un nuovo tratto del nostro cammino, che darà la direzione al lavoro dei prossimi mesi: ci occuperemo delle relazioni personali, di coppia e della questione dell’educazione dei figli.

Per quanto riguarda il nostro ospite d’onore, Giorgio Nardone, anche qui indicherei due motivi che mi colpiscono particolarmente nella sua opera e nella sua biografia.

Per prima cosa è un italiano che ha preso parte ad una delle avventure più avvincenti delle scienze umane: la scuola di Palo Alto, nata intorno alla mitica figura di Gregory Bateson (“Verso una ecologia della mente”). Il valore della scuola di Palo Alto non risiede soltanto nella sua innovativa ricerca scientifica e antropologica, ma anche nell’aver promosso la cultura della comunicazione relazionale non esclusivamente in chiave di marketing.

Credo ci sia un grande bisogno di riflessione sulla relazione tra le attività di impresa economica e quelle di ricerca culturale. Gli esempi illuminanti sono davvero pochi. Io ne ho in mente due: l’IBM che con la Scuola di Palo Alto ha lasciato una traccia indelebile e, questa volta possiamo come italiani esserne orgogliosi, la Olivetti di Adriano Olivetti. Nei prossimi mesi abbiamo in progetto di invitare Geminello Alvi a parlarci proprio di questo.

Nella Scuola di Palo Alto Giorgio Nardone ha avuto una parte importante firmando a quattro mani con Paul Watzlavick il libro fondamentale “L’arte del cambiamento

Questo libro è il manifesto di una esperienza particolarmente significativa: la sperimentazione della psicoterapia breve che ha felicemente avuto, in seguito, una grande risonanza. In quegli anni una psicoterapia di un settennio con diverse sedute settimanali era considerata normale. Malgrado Freud, pur vedendo pazienti quasi quotidianamente non abbia mai prolungato una cura più di qualche mese! Anche qui un esempio di lucida riflessione di un italiano, Elvio Fachinelli, pur da un punto di vista molto differente mi appare preziosa.

Il libro di Giorgio Nardone che andiamo a presentare è infine emblematico e di grande utilità perché ciascuno di noi, non necessariamente una donna, possa avere spunti per il proprio lavoro interiore in direzione di una delle forme più attuali di “disagio della civiltà”: le difficoltà legate all’instabilità della coppia.

Il libro, già piuttosto noto, titola eloquentemente “Gli errori delle donne (in amore)“, è edito da Ponte alle Grazie, un editore a noi particolarmente caro!

Vi attendiamo come ogni domenica nella bella sala da te’ Maison du Mekong presso Cargo, Milano alle 11, per incontrare Giorgio Nardone, nostro ospite d’onore!

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Travelogue: tè filosofico del 28 novembre 2010

Si conclude domani, neve permettendo, la riflessione sui viaggi. Non la settimana scorsa come erroneamente avevo annunciato.
Quattro parole.
Due per darvi un’eco di domenica scorsa. Due per annunciarvi l’incontro di domani.
La settimana scorsa ho ripreso la frase conclusiva della settimana precedente. Una frase di Herringel (lo zen e il tiro con l’arco).
“L’essenziale accade quando non si pensa”.
Ho chiesto a tutti e chiedo anche a voi: ma se questo è vero perché la filosofia, perché i convegni, aperitivi, caffè e te’ filosofici? Perché studiare o cercare di conferire disciplina al pensiero? Continua a leggere

Il bacio dei ragazzi scappati di casa (tè filosofico del 21 novembre)

Domenica concludiamo con una libera conversazione guidata il primo tratto del nostro cammino. Quello che dall’equinozio d’autunno ci sta portando verso il solstizio d’inverno. Seguirà poi l’incontro con il prof. Nardone che dovrebbe introdurci al nuovo tema delle relazioni interpersonali che si articolerà chissà come nel nostro cammino!

Cercavo di indicare la settimana scorsa il cammino che si è dipanato in modo inaspettatamente consequenziale. Forse semplicemente perchè abbiamo camminato.

Camminando da qualche parte si arriva e il senso si tesse nel racconto. Continua a leggere

Pensare con tutto il corpo (Te’ filosofico del 14 novembre 2010)

Più procediamo nella nostra esperienza nei te’ filosofici alla sala da te’, più mi ritorna in mente la prima volta che in quella sala sono entrato.
Fu in occasione di un seminario di Augusto Sabbadini (persona preziosa, spero di riuscire a coinvolgerlo nei nostri incontri). Una piccola introduzione all’IKing di cui Sabbadini è un profondo conoscitore.
Mi tornano in mente queste cose perché ho l’impressione che l’esperienza che stiamo facendo si tessa secondo leggi tutte sue.
Non certo le leggi della logica e della programmazione a tavolino.
Emergono nessi sincronici che mi evocano appunto più l’ IKing che non una comune programmazione culturale. Continua a leggere

Il Linguaggio come Casa dell’Essere: te’ filosofico del 24 ott. 2010

Queste poche righe per invitarvi al te’ filosofico di domani mattina.
I nanetti calzolai di cui parlavo la settimana scorsa han lavorato.
Sono riuscito a intervenire e non ho potuto riscontrare altro che questa buona notizia.

Ci sono persone che tornano volentieri e che han voglia di incontrarsi e di parlare in modo semplice, vissuto e vivente degli spunti offerti. Spunti non sempre riconducibili ad una immediatezza, riflessioni spesso di notevole complessità. Continua a leggere

I nanetti calzolai. Per il Te’ filosofico del 17 ott. 2010

Con queste poche parole vorrei invitarvi al te’ filosofico di domenica prossima.
Da due settimane ci manco.
Una prima volta per turno di riposo, la seconda per malattia. Di questa mi dispiace particolarmente.
Domenica scorsa è partito il secondo segmento del nostro percorso di navigazione.
Quello che ci porta a chiederci cosa significhi abitare.
Abitare un casa, una città, un pianeta.
Per un verso ciascuno viene qui a Cargo per perfezionare il proprio abitare, la propria abitazione, per altro verso la domanda “che cosa significhi abitare” potrebbe trovarci imreparati.
Forse non abbiamo nemmeno intenzione di porcele.
Non è che se non ce lo chiediamo non continuiamo a “costruire la nostra casa” interiormente o esteriormente.
Ciò che è umano ha questa ambiguità fondamentale.
Possiamo fare un passo filosofico è chiederci perché, cos’è, come? Continua a leggere

Il tema dell’ABITARE al Te’ Filosofico di domenica 10 ottobre

Cari amici,
il circolo virtuoso indicato le settimane scorse in precedenti posts prosegue e sembra consolidarsi negli appuntamenti del Te’ Filosofico la domenica mattina alle 11 alla Maison du Mekong presso Cargo a Milano.
Domenica scorsa non ero presente e non posso darvi testimonianza.
Spenderei invece volentieri qualche parola per invitarvi alla presentazione di un libro del prof. Silvano Petrosino edito da Jaka Book di cui trovate una scheda qui. Continua a leggere