Archivi categoria: Appuntamenti di Francesco Pazienza

Dell’amore, le ferite. (Te’ filosofico, 13 febbraio 2011)

Si conclude domenica 13 febbraio la riflessione sulle relazioni di coppia, ultimo dei temi di questa prima fase dei Te’ Filosofici presso la Sala da The Maison du Mekong in Cargo Milano.

Si tratta di un tema che io stesso ho tenuto ad inserire nella programmazione. Già da qualche anno provo a tirare conclusioni sulla mia esperienza professionale e, se mi chiedo quali nodi provochino maggior sofferenza nelle persone che vivono nella nostra epoca, non avrei dubbio ad indicarne due. L’instabilità della coppia e l’educazione dei figli adolescenti. Continua a leggere

Te filosofico: riprendiamo!

Un italiano alla scuola di Palo Alto. Tè filosofico del 5 dicembre 2010

Il te’ filosofico di domenica 5 dicembre ha un paio di valenze particolarmente significative.

Per prima cosa è l’incontro con un personaggio che riteniamo particolarmente interessante. Personalmente lo considero un ospite d’onore. In seconda istanza segna l’inizio di un nuovo tratto del nostro cammino, che darà la direzione al lavoro dei prossimi mesi: ci occuperemo delle relazioni personali, di coppia e della questione dell’educazione dei figli.

Per quanto riguarda il nostro ospite d’onore, Giorgio Nardone, anche qui indicherei due motivi che mi colpiscono particolarmente nella sua opera e nella sua biografia.

Per prima cosa è un italiano che ha preso parte ad una delle avventure più avvincenti delle scienze umane: la scuola di Palo Alto, nata intorno alla mitica figura di Gregory Bateson (“Verso una ecologia della mente”). Il valore della scuola di Palo Alto non risiede soltanto nella sua innovativa ricerca scientifica e antropologica, ma anche nell’aver promosso la cultura della comunicazione relazionale non esclusivamente in chiave di marketing.

Credo ci sia un grande bisogno di riflessione sulla relazione tra le attività di impresa economica e quelle di ricerca culturale. Gli esempi illuminanti sono davvero pochi. Io ne ho in mente due: l’IBM che con la Scuola di Palo Alto ha lasciato una traccia indelebile e, questa volta possiamo come italiani esserne orgogliosi, la Olivetti di Adriano Olivetti. Nei prossimi mesi abbiamo in progetto di invitare Geminello Alvi a parlarci proprio di questo.

Nella Scuola di Palo Alto Giorgio Nardone ha avuto una parte importante firmando a quattro mani con Paul Watzlavick il libro fondamentale “L’arte del cambiamento

Questo libro è il manifesto di una esperienza particolarmente significativa: la sperimentazione della psicoterapia breve che ha felicemente avuto, in seguito, una grande risonanza. In quegli anni una psicoterapia di un settennio con diverse sedute settimanali era considerata normale. Malgrado Freud, pur vedendo pazienti quasi quotidianamente non abbia mai prolungato una cura più di qualche mese! Anche qui un esempio di lucida riflessione di un italiano, Elvio Fachinelli, pur da un punto di vista molto differente mi appare preziosa.

Il libro di Giorgio Nardone che andiamo a presentare è infine emblematico e di grande utilità perché ciascuno di noi, non necessariamente una donna, possa avere spunti per il proprio lavoro interiore in direzione di una delle forme più attuali di “disagio della civiltà”: le difficoltà legate all’instabilità della coppia.

Il libro, già piuttosto noto, titola eloquentemente “Gli errori delle donne (in amore)“, è edito da Ponte alle Grazie, un editore a noi particolarmente caro!

Vi attendiamo come ogni domenica nella bella sala da te’ Maison du Mekong presso Cargo, Milano alle 11, per incontrare Giorgio Nardone, nostro ospite d’onore!

Travelogue: tè filosofico del 28 novembre 2010

Si conclude domani, neve permettendo, la riflessione sui viaggi. Non la settimana scorsa come erroneamente avevo annunciato.
Quattro parole.
Due per darvi un’eco di domenica scorsa. Due per annunciarvi l’incontro di domani.
La settimana scorsa ho ripreso la frase conclusiva della settimana precedente. Una frase di Herringel (lo zen e il tiro con l’arco).
“L’essenziale accade quando non si pensa”.
Ho chiesto a tutti e chiedo anche a voi: ma se questo è vero perché la filosofia, perché i convegni, aperitivi, caffè e te’ filosofici? Perché studiare o cercare di conferire disciplina al pensiero? Continua a leggere

Presentazione del libro “ANGELICA-MENTE”

ANGELI DELL’EUROPA: invito alla presentazione del libro “ANGELICA-MENTE”  ed Zephiro. Un’opera collettiva nata da un incontro sul social network cui ho partecipato.

“Gli angeli non sono mai stati oggetto dei miei pensieri o di una mia indagine. E’ piuttosto nell’esercizio del pensiero che mi sono imbattuto, quasi incidentalmente, nella loro presenza.

Posso ricostruire due tappe di avvicinamento in questo incontro che comunque esito a definire tale. Mentre io penso e scrivo, loro lavorano in me e per me ma,… posso davvero dire di incontrarli?

Sicuramente,  facendo lo psicanalista da 30 anni e scrivendo di notte, incontro demoni. Angeli caduti dal loro cammino. Questi sicuramente li conosco!

Che l’incontro presupponga la loro caduta? Che già l’incontrarci sia per loro una perdizione? Continua a leggere

Il bacio dei ragazzi scappati di casa (tè filosofico del 21 novembre)

Domenica concludiamo con una libera conversazione guidata il primo tratto del nostro cammino. Quello che dall’equinozio d’autunno ci sta portando verso il solstizio d’inverno. Seguirà poi l’incontro con il prof. Nardone che dovrebbe introdurci al nuovo tema delle relazioni interpersonali che si articolerà chissà come nel nostro cammino!

Cercavo di indicare la settimana scorsa il cammino che si è dipanato in modo inaspettatamente consequenziale. Forse semplicemente perchè abbiamo camminato.

Camminando da qualche parte si arriva e il senso si tesse nel racconto. Continua a leggere

Pensare con tutto il corpo (Te’ filosofico del 14 novembre 2010)

Più procediamo nella nostra esperienza nei te’ filosofici alla sala da te’, più mi ritorna in mente la prima volta che in quella sala sono entrato.
Fu in occasione di un seminario di Augusto Sabbadini (persona preziosa, spero di riuscire a coinvolgerlo nei nostri incontri). Una piccola introduzione all’IKing di cui Sabbadini è un profondo conoscitore.
Mi tornano in mente queste cose perché ho l’impressione che l’esperienza che stiamo facendo si tessa secondo leggi tutte sue.
Non certo le leggi della logica e della programmazione a tavolino.
Emergono nessi sincronici che mi evocano appunto più l’ IKing che non una comune programmazione culturale. Continua a leggere