Archivi del mese: ottobre 2010

Il Linguaggio come Casa dell’Essere: te’ filosofico del 24 ott. 2010

Queste poche righe per invitarvi al te’ filosofico di domani mattina.
I nanetti calzolai di cui parlavo la settimana scorsa han lavorato.
Sono riuscito a intervenire e non ho potuto riscontrare altro che questa buona notizia.

Ci sono persone che tornano volentieri e che han voglia di incontrarsi e di parlare in modo semplice, vissuto e vivente degli spunti offerti. Spunti non sempre riconducibili ad una immediatezza, riflessioni spesso di notevole complessità. Continua a leggere

Il gioco del silenzio – Il grado zero della meditazione

Ci sono giochi giocati o fatti giocare ai bambini intorno ai primi anni ’50 che, a ricordarli oggi, vien la pelle d’oca.

Uno è rimasto conficcato dolorosamente nella mia memoria come un chiodo.

Il gioco del silenzio. Continua a leggere

Elogio della contraddizione

Forse c’entra Aristotole. La sua Logica ed il principio di non-contraddizione.
Forse c’entra il fatto che, consapevoli o inconsapevoli, professiamo tutti una scelta filosofica di cui non siamo coscienti. L’abbiamo bevuta con il latte materno e lo studio della filosofia spesso serve solo a prenderne coscienza e a purificarcene.

Sarà che in fondo portiamo nella psicologia, nel considerare la nostra anima, pezzi di fisica, di meccanica, di idraulica o in questo caso di logica, assolutamente fuori luogo e contesto.

E’ nota la brillante osservazione di Gregory Bateson che sbotta: ‘Ma questa metapsicologia freudiana… è costruita proprio come una pompa idraulica! Con quegli ingorghi di pulsioni.’ La psicanalisi come sturalavandino! (L’ultima immagine è colorita da me).

Non eravamo ancora pronti a raffigurarci la vita dell’anima.

Fino alla fine dell’800 la psicologia era una parte della filosofia.
Come la fisica ai tempi di Aristotele.

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I nanetti calzolai. Per il Te’ filosofico del 17 ott. 2010

Con queste poche parole vorrei invitarvi al te’ filosofico di domenica prossima.
Da due settimane ci manco.
Una prima volta per turno di riposo, la seconda per malattia. Di questa mi dispiace particolarmente.
Domenica scorsa è partito il secondo segmento del nostro percorso di navigazione.
Quello che ci porta a chiederci cosa significhi abitare.
Abitare un casa, una città, un pianeta.
Per un verso ciascuno viene qui a Cargo per perfezionare il proprio abitare, la propria abitazione, per altro verso la domanda “che cosa significhi abitare” potrebbe trovarci imreparati.
Forse non abbiamo nemmeno intenzione di porcele.
Non è che se non ce lo chiediamo non continuiamo a “costruire la nostra casa” interiormente o esteriormente.
Ciò che è umano ha questa ambiguità fondamentale.
Possiamo fare un passo filosofico è chiederci perché, cos’è, come? Continua a leggere

Il tema dell’ABITARE al Te’ Filosofico di domenica 10 ottobre

Cari amici,
il circolo virtuoso indicato le settimane scorse in precedenti posts prosegue e sembra consolidarsi negli appuntamenti del Te’ Filosofico la domenica mattina alle 11 alla Maison du Mekong presso Cargo a Milano.
Domenica scorsa non ero presente e non posso darvi testimonianza.
Spenderei invece volentieri qualche parola per invitarvi alla presentazione di un libro del prof. Silvano Petrosino edito da Jaka Book di cui trovate una scheda qui. Continua a leggere

Occhiali

Due pensieri mi accompagnano ogni giorno nella relazione con questo oggetto prezioso.

Dall’età di quarantadue anni circa, non sarei in grado di leggere senza farne uso.
Il mio oculista disse subito che era buon segno.
Coloro che dopo i quarant’anni non sappiano che cos’è la presbiopia non erano, a suo, avviso, persone dalle sviluppo “normale”.
Non che io creda ci sia più nulla di “normale”al mondo… Mi sono però figurato che lo sviluppo dell’essere umano comporti il lasciar cadere, l’indebolimento di questa funzione.
C’è forse una logica nel fatto che il mattino indossiamo prima la camicia e poi la giacca e il cappotto e quando ci spogliamo seguiamo ovviamente il senso inverso.
Così le facoltà di cui ci si ammanta. Di cui ci si veste e ci si spoglia.
Né la nascita né la morte avvengono in un unico momento. Sono processi progressivi. Continua a leggere

Sostenere simultaneamente due idee contrapposte senza perdere la capacità di funzionare (Te’ filosofico del 26-09-10)

“Il banco di prova di una intelligenza superiore è la capacità di sostenere simultaneamente due idee contrapposte senza perdere la capacità di funzionare”.

Questa frase è di Francis Scott Fitzgerald e la trovate ne “Il crollo” (ed. Adelphi).

Domenica scorsa , dopo l’inaugurazione e la presentazione delle regole del gioco, il gioco è cominciato.

Idee contrapposte sono state sostenute simultaneamente e ciascuno è diventato per un attimo dubbioso di quelle che riteneva le proprie. Non le riconosceva più, oppure avrebbe preferito cambiarle.
Tutto questo semplicemente ascoltando gli altri.
Te’ filosofico in azione. Circolo virtuoso. Idee contrapposte. Metamorfosi. Ascolto e comprensione. Fluire delle opinioni. Dubbio sulle proprie. Voglia di pensare. Voglia di ritornare.
E non è questo l’esercizio della filosofia? Continua a leggere