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Il corpo sa quel che fa

Il corpo sa quel che faElogi dell’ozio o della lentezza già ne ho letti diversi. Tutti preziosi.

Stamattina però pensavo a qualcosa di diverso.

Pensavo ai miei insegnanti di meditazione che rilevavano giustamente che meditazione non è solo rallentamento.

Per come viviamo, il rallentare ci dà la possibilità guardare, di osservare ciò che normalmente scorre troppo veloce. Ed è sacrosanto.

Tuttavia un buon allenamento meditativo potrebbe prevedere momenti di rallentamento, ma anche di accelerazione.

L’uno e l’altro portano diverse forme di intensificazione della coscienza. Continua a leggere

Dell’amore, le ferite. (Te’ filosofico, 13 febbraio 2011)

Si conclude domenica 13 febbraio la riflessione sulle relazioni di coppia, ultimo dei temi di questa prima fase dei Te’ Filosofici presso la Sala da The Maison du Mekong in Cargo Milano.

Si tratta di un tema che io stesso ho tenuto ad inserire nella programmazione. Già da qualche anno provo a tirare conclusioni sulla mia esperienza professionale e, se mi chiedo quali nodi provochino maggior sofferenza nelle persone che vivono nella nostra epoca, non avrei dubbio ad indicarne due. L’instabilità della coppia e l’educazione dei figli adolescenti. Continua a leggere

Le fiabe (Parsifal 1)

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Quando la signora Pazienza impastava la pizza.

Impastare la pizzaLa signora Pazienza inpastava la pizza. In via Savona 10 a Milano. Poteva essere il 1955. Siete liberi di controllare.

Il multietnico a Milano ha lontane radici. La prima etnia a comporre il multietnico é stata quella dei terroni. Mio padre lo era. Emigrato a trent’anni. Una fidanzata a Milano.

La volta che la signorina, mia mamma, si era ammalata. Ventenne, finalmente era andata al paese dei genitori. Emigrati una generazione prima in Alzaia Naviglio Grande. Vicino al mitico vicolo delle lavandaie. Quelle me le ricordo davvero, in riva al naviglio. E dire che mia madre si vergognava di dire che era nata lì. Vertigine del tempo! (per me suona come una imprecazione!) Continua a leggere

Te filosofico: riprendiamo!

Le 12 notti sante

Un paio di post fa, in “Nel Solstizio d’inverno 2010” scrivevo:

Ma se un uomo compie un ciclo respiratorio in una manciata di secondi, la respirazione della terra dura quattro stagioni. Un intero anno. Le stagioni sono i segni dei suoi movimenti respiratori. Il fondo dell’inverno è il fondo dell’inspirazione. Tutta l’aria è nascosta nei polmoni. Come tutta la vita vegetale è nascosta sotto la crosta terrestre. Magari dorme sotto una coltre di neve.

Da tanti anni ormai cerco di compiere questa meditazione che si modula sulla curva del tempo. Nel ciclo stagionale. Continua a leggere